Resti in muratura di un edificio termale romano nell'area archeologica di Nora, a Pula, con pilastrini in mattoni in primo piano
Resti delle terme romane nell'area archeologica di Nora — foto: Norbert Nagel · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Tra le gite possibili da Cagliari, quella a Nora è una delle più equilibrate: la distanza è contenuta, il sito si visita in qualche ora e il contesto, un promontorio circondato dal mare, rende la giornata piacevole anche per chi non è appassionato di archeologia. L'area si trova nel territorio di Pula, a circa 35-40 chilometri da Cagliari lungo la costa sud-occidentale.

Una città fondata dai Fenici

Nora fu fondata dai Fenici sul promontorio di Capo di Pula, in una posizione ideale per il commercio marittimo: un approdo protetto, con insenature su più lati. La frequentazione fenicia risale all'VIII secolo a.C., la stessa epoca a cui viene datata la celebre Stele di Nora, una lastra con iscrizione in caratteri fenici in cui compare, per la prima volta, il nome della Sardegna. L'originale è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, di cui parliamo nell'articolo sulla Cittadella dei Musei.

Dopo i Fenici arrivarono i Cartaginesi, e poi i Romani. La città fu abitata a lungo, attraversando anche l'epoca vandala e quella bizantina, prima di essere progressivamente abbandonata.

Cosa si vede nell'area archeologica

Il volto più riconoscibile di Nora è quello romano. Quando la città ottenne il rango di municipium si dotò delle strutture tipiche di una città romana: il foro, il teatro, tra gli edifici meglio conservati del sito, e diversi complessi termali. Molti ambienti erano decorati da mosaici pavimentali databili tra il II e il IV secolo d.C., che restano tra gli elementi più belli della visita.

Accanto alla città romana si leggono ancora le tracce delle fasi più antiche, come la necropoli e il tophet punico, il santuario tipico delle città fenicie e puniche. Le ricerche sul sito sono proseguite con continuità a partire dal 1990, grazie al lavoro di diverse università italiane, tra cui quelle di Cagliari, Genova, Milano e Padova: a Nora l'archeologia è un cantiere vivo, non soltanto un insieme di rovine.

Modalità di visita, orari, biglietti ed eventuali visite guidate obbligatorie possono cambiare nel corso dell'anno. Prima di partire controllate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali dell'area archeologica di Nora e del Comune di Pula.

La torre del Coltellazzo e la chiesetta di Sant'Efisio

Sulla punta del promontorio, vicino ai resti dell'acropoli, si alza la Torre del Coltellazzo, una torre costiera entrata in funzione all'inizio del Seicento per sorvegliare il mare. Dal Settecento è chiamata anche Torre di Sant'Efisio, in ricordo del santo che secondo la tradizione fu martirizzato proprio a Nora.

Poco distante, vicino alla spiaggia, sorge la chiesetta di Sant'Efisio, costruita dove la tradizione colloca il martirio. È la meta del lungo pellegrinaggio che ogni anno, a partire dal 1° maggio, accompagna il simulacro del santo da Cagliari fino a Nora. Se vi interessa la festa, trovate tutto nell'articolo sulla Festa di Sant'Efisio.

Come organizzare la gita da Cagliari

In auto il percorso segue la statale 195 in direzione Pula; dal centro di Pula si prosegue verso Nora seguendo le indicazioni. In genere si mette in conto meno di un'ora di viaggio, ma il traffico estivo può allungare i tempi. In alternativa esistono collegamenti in autobus extraurbano tra Cagliari e Pula: verificate orari e coincidenze sui canali ufficiali dell'azienda di trasporto prima di partire.

Il momento migliore per la visita sono le ore del mattino o del tardo pomeriggio: l'area è in gran parte all'aperto e poco ombreggiata. Cappello, acqua e scarpe comode sono consigliati. Portate anche il costume: la spiaggia vicino alla chiesetta permette di chiudere la gita con un bagno.

Abbinare Nora a un soggiorno in città

Nora si inserisce bene in un soggiorno di qualche giorno: dopo aver visto i monumenti di Karalis, come l'anfiteatro romano, visitare una città antica rimasta quasi intatta sul mare aiuta a capire come vivevano i centri costieri della Sardegna antica. Per approfondire la Cagliari fenicia e romana potete leggere l'articolo su Karalis.

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