Tombe a pozzo scavate nella roccia calcarea della necropoli punica di Tuvixeddu a Cagliari
Necropoli di Tuvixeddu — foto: Crimao · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi passeggia per Cagliari vede soprattutto la città medievale di Castello, i palazzi di fine Ottocento di via Roma e i quartieri moderni. Eppure la storia urbana comincia molto prima. Il golfo riparato e la laguna di Santa Gilla attirarono già i navigatori fenici, che qui fondarono un approdo destinato a crescere. Con i Cartaginesi divenne un centro importante, e in epoca romana prese il nome di Karales, o Carales: da qui deriva il nome della città di oggi. Le tracce di questo passato sono sorprendentemente vicine e si possono visitare in una o due mattine.

Dai Fenici ai Romani: una città sul golfo

La posizione di Cagliari era perfetta per un porto del Mediterraneo: un'insenatura protetta, lagune ricche di pesce e di sale, colli calcarei facili da scavare. I Fenici vi stabilirono i loro commerci, i Cartaginesi ne fecero una città vera e propria e i Romani, dopo la conquista della Sardegna nel III secolo a.C., la trasformarono nel principale centro dell'isola, con edifici pubblici, abitazioni signorili e grandi necropoli lungo le vie di uscita. Molti reperti di queste epoche sono esposti al Museo Archeologico Nazionale, di cui parliamo nell'articolo sulla Cittadella dei Musei.

Tuvixeddu, la città dei morti punica

Sul colle di Tuvixeddu si estende la più grande necropoli fenicio-punica conosciuta nel Mediterraneo. Il nome in sardo significa più o meno «piccoli buchi», ed è la descrizione esatta di ciò che si vede: centinaia di aperture quadrangolari nella roccia calcarea. Sono tombe a pozzo, scavate dai Cartaginesi tra il VI e il III secolo a.C., che scendono per alcuni metri fino alle camere funerarie. L'uso della necropoli continuò in epoca romana.

Alcune tombe conservano decorazioni dipinte rare nel mondo punico: fregi di fiori di loto e palmette, serpenti, gorgoni e simboli geometrici. La più celebre è la Tomba dell'Ureo, che prende il nome dal cobra alato raffigurato nel suo fregio. Oggi l'area è in parte sistemata come parco urbano, con ingressi da via Falzarego e da via Is Maglias. Poco lontano, lungo viale Sant'Avendrace, si trova anche la Grotta della Vipera, il sepolcro romano di Atilia Pomptilla, con le sue iscrizioni in latino e greco.

Consiglio prudente: l'accesso al parco e la possibilità di visitare l'interno delle tombe decorate possono variare nel tempo, così come gli orari dei monumenti comunali. Prima di andare verificate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Comune di Cagliari e informatevi su eventuali visite guidate.

L'Anfiteatro romano scavato nella roccia

Il monumento romano più noto di Cagliari è l'Anfiteatro, costruito tra il I e il II secolo d.C. sulle pendici del colle di Buoncammino. La sua particolarità è evidente appena lo si guarda: gran parte delle gradinate, l'arena e diversi corridoi furono ricavati scavando direttamente la roccia viva, mentre il resto venne completato con blocchi di calcare. Si stima che potesse accogliere diverse migliaia di spettatori, una parte consistente della popolazione dell'antica Karales.

Nei secoli successivi l'edificio venne usato come cava di pietra, e questo spiega perché oggi ne resti soprattutto la parte intagliata nella roccia. I primi scavi sistematici risalgono all'Ottocento, con il canonico Giovanni Spano, e proseguirono nel Novecento. Per approfondire, leggete la nostra pagina sull'Anfiteatro romano.

La Villa di Tigellio a Stampace

Nel quartiere di Stampace, tra i palazzi moderni, si apre un'area archeologica che mostra come vivevano le famiglie agiate della città romana. È conosciuta come Villa di Tigellio, dal nome di un musicista e poeta originario di Karales ricordato dalle fonti latine, ma l'attribuzione è tradizionale e non ha basi certe. Gli studi hanno chiarito che non si tratta di un'unica villa, bensì di un piccolo complesso di abitazioni con un'area termale, abitato per un lungo arco di tempo tra il I secolo a.C. e la tarda antichità.

Le case hanno ricevuto nomi legati alle loro decorazioni: la Casa del Tablino dipinto, per gli affreschi dell'ambiente di rappresentanza, e la Casa degli Stucchi. Anche qui le aperture al pubblico non sono sempre regolari: controllate sul sito del Comune prima di programmare la visita.

Un itinerario da costruire con calma

Anfiteatro e Villa di Tigellio sono relativamente vicini tra loro e si possono unire in una mattinata, magari proseguendo verso Castello; Tuvixeddu merita un momento a parte, nelle ore meno calde. Rientrare in un appartamento spazioso, dopo ore passate tra pietre e storie millenarie, è un piccolo lusso: a Casa Vacanze Manzoni 29, in posizione centrale e vicina ai mezzi pubblici, trovate aria condizionata, una cucina completa e una terrazzina dove riposare. Per organizzare il vostro viaggio nella storia di Cagliari potete verificare la disponibilità per le vostre date.

Una base nel centro di Cagliari

117 metri quadri con due camere matrimoniali, terrazzina privata e cucina completa, nel centro di Cagliari. Fino a 5 ospiti.