Il cocchio dorato con la statua di Sant'Efisio all'interno della chiesa di Stampace a Cagliari
Il cocchio con la statua di Sant'Efisio nella chiesa di Stampace, Cagliari — foto: Giova81 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A Cagliari il primo maggio non è solo la festa dei lavoratori. È il giorno in cui la città esce per strada ad accompagnare Sant'Efisio, il santo guerriero che secondo la tradizione fu martirizzato a Nora, sulla costa a sud-ovest. La processione è tra le più antiche e sentite della Sardegna e, considerando anche il ritorno, è uno dei pellegrinaggi a piedi più lunghi d'Italia.

Un voto nato durante la peste

La storia comincia a metà del Seicento, quando la Sardegna fu colpita da una grave epidemia di peste. A Cagliari morirono migliaia di persone. Nel 1652 la municipalità fece un voto solenne a Sant'Efisio: se la città fosse stata liberata dal contagio, ogni anno la statua del santo sarebbe stata portata in processione da Cagliari, dove era stato tenuto prigioniero, fino a Nora, il luogo del martirio.

Da allora il voto viene sciolto ogni anno, senza interruzioni significative, e ancora oggi è l'amministrazione comunale a esserne garante. Il documento originale del voto è conservato nell'archivio storico della città. Per i cagliaritani, insomma, non si tratta di una rievocazione: è una promessa che continua.

La mattina del primo maggio a Cagliari

Tutto parte dal quartiere di Stampace, dalla chiesa di Sant'Efisio, sotto la quale secondo la tradizione si trova la cripta in cui il santo fu imprigionato. La mattina si celebra la messa solenne e verso mezzogiorno il simulacro, sistemato nel suo cocchio dorato, esce dalla chiesa.

Prima del santo sfila un corteo lunghissimo. Lo aprono le traccas, carri addobbati con fiori e frutta, di solito trainati da buoi; poi migliaia di persone in abito tradizionale arrivate da paesi di tutta la Sardegna, i cavalieri, la guardia, l'Arciconfraternita del Gonfalone e le autorità, tra cui l'Alter Nos, la figura che rappresenta la città nel voto. Il colpo d'occhio dei costumi, diversissimi da paese a paese, è una delle ragioni per cui tanti visitatori scelgono di essere a Cagliari in quei giorni.

Il momento più atteso è il passaggio del cocchio in via Roma, lungo il porto, dove la strada viene coperta di petali di rosa: è sa ramadura. È il saluto della città al suo santo, prima che il corteo si allontani verso la costa.

Un consiglio prudente: il primo maggio il centro è molto affollato e diverse strade sono chiuse al traffico. Muovetevi a piedi o con i mezzi, arrivate con largo anticipo se volete vedere la ramadura e tenete presente che il programma dettagliato (orari, percorsi, presenza dei buoi) può cambiare da un anno all'altro.

Il cammino verso Nora

Uscito dalla città, il santo prosegue verso sud-ovest su un percorso di circa 65 chilometri tra andata e ritorno. Il primo giorno si passa per Giorgino, dove il santo cambia cocchio e i partecipanti gli abiti, poi per le borgate della costa come Maddalena Spiaggia, Su Loi e Villa d'Orri, fino a Sarroch, dove il santo si ferma per la notte.

Il secondo giorno il cammino tocca Villa San Pietro e arriva a Pula. Il terzo giorno è quello di Nora: la statua raggiunge la chiesetta sul mare che ricorda il luogo del martirio e c'è una processione vicino all'area archeologica, prima di tornare a Pula. Se l'idea vi incuriosisce, Nora vale una visita anche in altri periodi dell'anno: ne parliamo nell'articolo sulla gita a Nora e Pula.

Il rientro del quattro maggio

Il quarto giorno il santo ripercorre la strada al contrario, fermandosi negli stessi centri dell'andata. Il rientro a Cagliari avviene la sera, in un'atmosfera diversa da quella del primo maggio: meno folla in costume, più raccoglimento, tante persone che aspettano il cocchio per un ultimo saluto fino al rientro nella chiesa di Stampace, a tarda sera.

Chi non ama la calca spesso preferisce proprio questo momento. È anche l'occasione per camminare nei vicoli di Stampace, uno dei quartieri storici di Cagliari, quando la festa si sta chiudendo.

Come vivere la festa da visitatore

  • Informatevi prima sul programma ufficiale: orari e dettagli vengono comunicati ogni anno dal Comune e dalla Diocesi di Cagliari.
  • Rispettate il carattere religioso della processione: è una festa bellissima da vedere, ma per molti partecipanti è un atto di fede.
  • Se vi interessano i costumi, cercate un punto lungo il percorso in città e restateci: il corteo impiega parecchio tempo a passare.
  • Prenotate l'alloggio per tempo: i giorni intorno al primo maggio sono tra i più richiesti.

Soggiornare in città in quei giorni permette di vivere la festa senza orari stretti: si esce la mattina a piedi o con i mezzi, si torna a riposare e magari si riesce per il rientro serale. Casa Vacanze Manzoni 29 ospita fino a cinque persone ed è comoda anche per famiglie o piccoli gruppi di amici. Per le date di inizio maggio conviene verificare la disponibilità con buon anticipo; per il programma aggiornato della festa, fate sempre riferimento ai canali ufficiali del Comune di Cagliari.

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