Facciata della chiesa di San Giacomo nel quartiere di Villanova a Cagliari, con il campanile in pietra
Chiesa di San Giacomo, quartiere Villanova, Cagliari — foto: Piotr Rokita · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Cagliari in primavera, nel periodo di Pasqua, rischia di imbattersi quasi per caso in una processione: un rullo di tamburo in fondo a una strada di Villanova, un gruppo di confratelli in abito, una statua portata a spalla tra due ali di persone in silenzio. Sono i riti della Settimana Santa, una tradizione che in città ha radici antiche e che ancora oggi coinvolge i quartieri storici, le parrocchie e le confraternite.

Chi organizza i riti: le confraternite

Al centro della Settimana Santa cagliaritana ci sono le confraternite, associazioni di laici legate alle chiese dei quartieri. Tra le più note ci sono l'Arciconfraternita del Gonfalone di Sant'Efisio, a Stampace, l'Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, che fa riferimento all'oratorio di piazza San Giacomo a Villanova, l'Arciconfraternita della Solitudine, legata alla chiesa di San Giovanni, sempre a Villanova, e la Congregazione Mariana degli Artieri di San Michele, a Stampace.

Le celebrazioni toccano Stampace, Villanova, Castello e Marina, oltre a Pirri, e coinvolgono una ventina di chiese. Ogni confraternita ha i suoi abiti, i suoi canti e le sue statue, custodite con cura e preparate con la vestizione nei giorni precedenti.

Le processioni dei Misteri

Il ciclo si apre già prima della Domenica delle Palme con le processioni dei Misteri: vengono portati in giro per le strade i simulacri che raccontano i momenti della Passione di Cristo. Sono processioni lunghe e raccolte, che si fermano nelle chiese lungo il percorso. È uno dei momenti più adatti per chi vuole osservare con calma, perché si svolgono di giorno e attraversano il cuore dei quartieri.

Seguono la Domenica delle Palme, con le benedizioni nelle chiese, e i giorni della settimana, durante i quali in diverse chiese si tengono anche concerti di musica sacra.

Dal Giovedì al Sabato Santo

La sera del Giovedì Santo si svolge il giro delle sette chiese: si passa in preghiera da una chiesa all'altra, in un clima di raccoglimento e di silenzio. Il Venerdì Santo è la giornata più intensa, con più processioni nei quartieri, tra cui quella della Solitudine e quella del Cristo Morto, accompagnate da canti e rulli di tamburo.

Fanno parte della tradizione anche le sacre rappresentazioni della Passione: s'Incravamentu, la crocifissione, e su Scravamentu, la deposizione del corpo di Cristo dalla croce, riti in cui la statua viene schiodata e adagiata su una lettiga coperta di veli. A chiudere il ciclo c'è s'Inserru, il momento in cui le statue esposte tornano al loro posto.

Un consiglio prudente: date e orari cambiano ogni anno insieme alla data di Pasqua, e alcuni riti si svolgono all'interno delle chiese con posti limitati. Vestitevi in modo adatto, evitate il flash durante le funzioni e seguite le indicazioni dei confratelli e del personale.

La mattina di Pasqua: S'Incontru

La domenica di Pasqua si celebra S'Incontru, l'incontro tra la statua del Cristo risorto e quella della Madonna. Le due statue partono da punti diversi e si vanno incontro, fino a ritrovarsi davanti alla folla. Quando si incontrano suonano le campane e il clima, dopo i giorni del lutto, diventa finalmente di festa.

A Cagliari S'Incontru non è un evento unico: nella stessa mattina ci sono più processioni parallele, nei diversi quartieri. Vale la pena scegliere in anticipo quale seguire e arrivare con un po' di margine.

Consigli per chi viene a Cagliari a Pasqua

  • Controllate il programma ufficiale, che ogni anno viene diffuso dal Comune di Cagliari e dalle confraternite.
  • Scegliete uno o due riti da seguire bene invece di rincorrerli tutti.
  • Approfittate delle ore libere per camminare tra i quartieri storici e salire in Castello.
  • Se state valutando il periodo del viaggio, leggete la nostra guida su quando venire a Cagliari: la primavera è spesso una stagione piacevole.

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