Il nuraghe Su Nuraxi di Barumini con la torre centrale e il bastione in blocchi di basalto sotto il cielo azzurro
Su Nuraxi di Barumini — foto: Norbert Nagel · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva in Sardegna per la prima volta nota presto quelle torri di pietra a forma di tronco di cono che punteggiano le campagne. Sono i nuraghi, il simbolo di una civiltà che ha abitato l'isola per secoli prima dell'arrivo di Fenici, Cartaginesi e Romani. Ne sopravvivono migliaia, ma uno in particolare racconta questa storia meglio di tutti: Su Nuraxi, alle porte del paese di Barumini, nella regione storica della Marmilla, a nord di Cagliari.

Che cos'è la civiltà nuragica

Con «civiltà nuragica» si indica la cultura che si sviluppò in Sardegna durante l'età del Bronzo e proseguì nell'età del Ferro. Le sue costruzioni più riconoscibili sono i nuraghi, edifici a torre realizzati con grandi blocchi di pietra sovrapposti a secco, senza malta. Intorno alle torri nacquero villaggi di capanne circolari, e sul territorio si diffusero anche pozzi sacri, tombe collettive e luoghi di culto.

Di questo mondo ci restano oggetti straordinari, come i bronzetti che raffigurano guerrieri, arcieri e figure di offerenti, e le grandi statue in pietra di Mont'e Prama. Molti di questi reperti sono custoditi a Cagliari: se volete prepararvi alla gita, una visita al Museo Archeologico Nazionale è il perfetto complemento; ne parliamo nell'articolo sulla Cittadella dei Musei.

Su Nuraxi: la storia del sito

Per secoli Su Nuraxi rimase nascosto sotto una collinetta di terra. A riportarlo alla luce fu l'archeologo sardo Giovanni Lilliu, che guidò le campagne di scavo negli anni Cinquanta del Novecento. Ne emerse un complesso di grande importanza: il più antico nucleo è la torre centrale, con camere sovrapposte, datata alla media età del Bronzo; in una fase successiva le fu costruito intorno un bastione con quattro torri angolari, orientate secondo i punti cardinali, e poi ulteriori cinte murarie.

All'esterno si sviluppò un vasto villaggio di capanne, abitato e trasformato per lunghissimo tempo: il sito testimonia una frequentazione che va dall'età del Bronzo fino all'età tardo-antica. Nel 1997 Su Nuraxi è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come testimonianza eccezionale della civiltà nuragica.

Come si visita

L'area archeologica di Su Nuraxi si visita esclusivamente con una guida, secondo le modalità stabilite dalla Fondazione Barumini, che gestisce il sito. I gruppi partono a intervalli regolari e il percorso conduce tra le capanne del villaggio e dentro le strutture del nuraghe, con passaggi stretti e scalette: servono scarpe chiuse e comode, e in estate un cappello, perché l'area è in gran parte esposta al sole.

Il biglietto comprende di solito anche il Polo museale Casa Zapata, nel centro del paese: un palazzo nobiliare di epoca spagnola costruito sopra un altro nuraghe, Nuraxi 'e Cresia, che si osserva attraverso passerelle e pavimenti in vetro. All'interno ci sono sezioni archeologiche, storiche ed etnografiche, compresa una dedicata alle launeddas, l'antico strumento a fiato sardo. Completa l'offerta il Centro Giovanni Lilliu.

Consiglio prudente: orari, turni delle visite guidate e tariffe cambiano durante l'anno. Prima di partire consultate il sito ufficiale della Fondazione Barumini, soprattutto nei giorni festivi e in alta stagione, quando l'afflusso di visitatori è maggiore.

Come organizzare la gita da Cagliari

Barumini si trova una sessantina di chilometri a nord di Cagliari. Il modo più semplice per arrivarci è l'auto: si percorre la statale 131 verso nord e poi si prosegue sulle strade provinciali della Marmilla, tra colline coltivate e piccoli paesi. Con i mezzi pubblici il viaggio è possibile con gli autobus extraurbani ARST, ma le corse sono limitate: se scegliete questa strada, verificate con attenzione orari di andata e ritorno sul sito ufficiale.

Una mezza giornata basta per Su Nuraxi e Casa Zapata; con una giornata intera si può aggiungere una sosta sull'altopiano della Giara, poco distante, noto per i suoi cavallini che vivono allo stato brado. Un pranzo al sacco o una sosta in paese, e al rientro verso Cagliari si arriva in tempo per il tramonto.

Tornare a casa dopo una giornata nella preistoria

Le gite nell'entroterra sono il motivo per cui molti ospiti apprezzano avere l'auto a disposizione durante il soggiorno. Da Casa Vacanze Manzoni 29 si parte la mattina e la sera si rientra per una cena preparata nella cucina di casa o un bicchiere in terrazzina. Se state costruendo il vostro itinerario in Sardegna, potete verificare la disponibilità per le vostre date e dare un'occhiata alle altre idee nella sezione dintorni.

Una base nel centro di Cagliari

117 metri quadri con due camere matrimoniali, terrazzina privata e cucina completa, nel centro di Cagliari. Fino a 5 ospiti.